Apple scommette su device e servizi

Apple scommette su device e servizi

17/09/2014 18:03

Apple entra ufficialmente nella fase di Tim Cook. Per quanto ormai ai vertici da tre anni, il ceo era atteso alla prova dell'annuncio di una nuova categoria di prodotti. La risposta è Apple Watch, ovvero il primo orologio intelligente realizzato dall'azienda di Cupertino. Presto per dire se sarà davvero una rivoluzione. L'orologio di Apple ha un design abbastanza classico anche se esistono tre collezioni che si differenziano, da quella sportiva a quella in oro. Non solo: si possono scegliere due diverse misure, quello con il display più piccolo, probabilmente pensato per il pubblico femminile. Costerà 349 dollari il modello più economico e sarà sul mercato a inizio 2015. Da quanto è emerso dalla presentazione sembra che Apple abbia lavorato molto sull'interfaccia, in modo da rendere semplice la gestione di uno schermo così piccolo. Per funzionare appieno Apple Watch ha bisogno di comunicare con un iPhone, dal 5 in su. Niente gps integrato e niente sim, dunque. Per ora il focus delle funzionalità sembra concentrato sul fitness e il monitoraggio dei dati biometrici grazie ai sensori.

Fino ad oggi l’intero universo Apple però si basa sul altro, il gadget che conta di più nell’economia aziendale e che, nelle ipotesi di Cook, dovrebbe farlo ancora per un bel po'. Per non essere schiacciato dalla concorrenza e non restare relegato in una seppur enorme nicchia di mercato dal dominio di Android, il ceo ha deciso di fare due mosse del tutto nuove in casa Apple. La prima è quella, semplice ma inedita, di portare a 4 i modelli di iPhone in circolazione, il 5S e il 5C, con solo un anno di vita alle spalle, e i nuovi 6 e 6 Plus, ognuno dei quali con molte varianti, il che porta l’offerta di iPhone a circa una dozzina di telefoni differenti per dimensioni, memoria, potenza. E’ un cambiamento non piccolo rispetto alla filosofia semplificativa di Jobs, che invece ha sempre puntato su un’offerta di modelli molto limitata, se non addirittura singola, lasciando poco spazio di scelta ai consumatori. Ed è il segnale di una relativa normalizzazione della Apple sul campo degli smartphone, messa in luce anche e soprattutto dall’ampliamento delle dimensioni dell’iPhone, in linea con quanto chiede il mercato e con la necessità di lasciare meno spazio alla concorrenza in nicchie ampie come quella dei phablet. L’iPhone resta il device di punta, quello che guadagna di più, lo "smartphone più venduto al mondo", come sottolineava Cook, proprio perché offerto in un numero di modelli molto limitato. I device sono eleganti, con i contorni ammorbiditi, per consentire un uso più facile viste le dimensioni ampie, e in generale delle funzioni di qualità superiore. A partire dalla videocamera con i Focus Pixel, elemento che è centrale nelle possibilità di successo dei nuovi iPhone, destinati non solo a dare un altro forte colpo al mercato delle fotocamere ma anche uno definitivo al mercato delle videocamere, che data la qualità delle riprese e delle foto che i due nuovi smartphone di Apple consentono. E non va dimenticata la famiglia dei tablet, perché l’iPhone 6 Plus, con il suo schermo da 5,5 pollici sembra più un parente dell’iPad Mini da 7,9 pollici che non dell’iPhone 5, con il suo schermo da 4. Il Plus è indirizzato proprio verso quella fascia di pubblico che svolge sul proprio smartphone una grande quantità di attività che avrebbero miglior soddisfazione su un tablet, ma che proprio per le dimensioni dei tablet, grandi da non poter stare in tasca, preferiscono restare sui loro schermi più piccoli, anche a guardare video e film, o giocare ai videogame.

Forse l'annuncio più interessante però non è stato né l'orologio 2.0 né i nuovi iPhone, bensì Apple Pay. Qui l'obiettivo è rendere davvero lo smartphone un portafoglio elettronico. I nuovi iPhone hanno al loro interno un chip Nfc che permette i pagamenti dopo aver registrato su iTunes la carta di credito. La sicurezza è garantita dal riconoscimento dell'impronta digitale, reso necessario per ogni transazione, e un chip dedicato con le informazioni di pagamento che però restano anonime. Per ora i partner sono: Subway, McDonalds, Disney, Walgreens, Macy's, Sephora e ovviamente gli Apple store. Tra i partner anche Groupon, Uber e Panera. L'azienda sta lavorando con American Express, Mastercard e Visa. Altra nota positiva la possibilità di effettuare i pagamenti con Apple Watch.

Dopo un balzo che l'ha portata a guadagnare il 4% in Borsa, Apple conclude piatta al Nasdaq dopo la presentazione. Le azioni avevano sfondato quota 100 dollari toccando i massimi nel momento in cui Tim Cook aveva alzato il velo sul sistema di pagamento. Non è una novità: di solito le presentazioni di Cupertino vengono precedute da rialzi e seguite da correzioni. Nelle ultime settimane in Borsa le azioni Apple, che avevano toccato i nuovi massimi storici a 103,74 dollari, hanno registrato una brusca inversione di tendenza nelle ultime sedute. La discesa è stata accentuata anche dalla diffusione di notizie di un attacco degli hacker ai profili di alcuni personaggi famosi su iCloud. Gli investitori si attendono molto soprattutto dall'iWatch. “Il nuovo smartwatch dovrebbe alimentare una nuova fase di rialzi - spiegano gli analisti- con il titolo che potrebbe arrivare sino ai nuovi massimi storici a 110 dollari”. “Il nuovo iPhone andrà in commercio negli Usa solo nella seconda metà di settembre - sottolineano - pertanto l'impatto sui conti del trimestre in corso sarà piuttosto limitato. Anche il costo, mediamente più alto rispetto agli altri modelli di smartphone, potrebbe pesare sulle vendite. L'azienda dovrà puntare pertanto alla crescita dei mercati strategici, come quello cinese, per sperare in una ripresa dei ricavi nell'ultima parte dell'anno”.

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