La disfida del talk show

La disfida del talk show

24/09/2014 18:04

Un risultato interessante quello dell’Auditel riferito alla sfida tra Ballarò e DiMartedì. Il talk show di Rai 3 ha registrato l’11,76% con 2,5 milioni di spettatori, mentre quello di La7 solo il 3,47% con 754mila. Massimo Giannini ha aperto con un’intervista a Roberto Benigni e poi con un’altra a Romano Prodi. In studio aveva Graziano Delrio, Ferruccio De Bortoli, Renato Brunetta, Maurizio Landini, Antonella Nonino e Mariana Mazzuccato e in menù i sondaggi di Alessandra Ghisleri. Giovanni Floris, invece, aveva la solita copertina di Maurizio Crozza, i sondaggi di Nando Pagnoncelli e in studio Stefania Giannini, Corrado Passera, Debora Serracchiani, Paolo Mieli, Manuela Repetti, Luigi Abete e Guido Martinetti. Ballarò aveva chiuso la stagione passata, condotta da Floris, il 18 giugno, portando a casa il 9,06% e 2,2 milioni di spettatori, avendo in controprogrammazione la partita dei Mondiali Brasile-Messico su Rai 1. Un altro dato interessante, per vedere come il nuovo conduttore di Ballarò abbia mantenuto i dati del programma, è quello che riguarda il debutto di un anno fa: il 10 settembre Floris aveva fatto il 13,56% con 3 milioni di spettatori, con un’altra partita su Rai 1, Italia-Repubblica Ceca.

Dal canto suo DiMartedì su La7 ha fatto più ascolti di Linea Gialla con Salvo Sottile, che aveva debuttato il 18 settembre dell’anno scorso sulla rete di Cairo con il 2,35% di share media, ma ha fatto peggio di Piazzapulita di Corrado Formigli, che lunedì su La7 aveva fatto il 4,59%. Quello del talk show è un genere televisivo piuttosto florido. Per verificarlo, basta prendere un palinsesto televisivo di qualsiasi settimana e iniziare a scorrere i programmi dal lunedì: i giorni feriali la maratona comincia già dalla mattina presto con Omnibus (La7) e Agorà (Rai 3) per proseguire, poi, con L’aria che tira (sempre su La7). Dopo che, tutti i telegiornali hanno proposto e riproposto le dichiarazioni di deputati e senatori sui temi caldi della giornata, arriva Giovanni Floris con il suo diciannovEquaranta, seguito dalle edizioni serali dei tiggì. La prima serata offre: il lunedì Piazzapulita di Corrado Formigli (La7) e Quinta colonna di Paolo Del Debbio (Rete 4); il martedì Ballarò (Rai 3) e diMartedì (La7); il giovedì Servizio Pubblico di Michele Santoro (La7) e Virus di Nicola Porro (Rai 2) la domenica La gabbia di Gianluigi Paragone. La seconda serata, invece, è dominio incontrastato di Porta a porta di Bruno Vespa (Rai 1) e Matrix di Luca Telese (Canale 5). Per chi non ne avesse ancora abbastanza ci sono anche In mezz’ora di Lucia Annunziata (la domenica pomeriggio su Rai 3) e gli speciali di Bersaglio mobile che Enrico Mentana conduce saltuariamente su La7.

Considerato che si tratta di quindici programmi e che ciascuno, a parte quello della Annunziata, ha come minimo due o tre ospiti, è facile immaginare non solo una certa inflazione degli stessi ospiti che passano da un salotto televisivo all’altro ma anche una comprensibile stanchezza degli spettatori che, già da qualche tempo, stanno manifestando una certa disaffezione. I giornali, i social, e persino la tv considerano il format televisivo in via d’estinzione?  Se i conduttori, nuovi o riconfermati, trascorrono mesi a dire “metterò in primo piano le notizie” non possono poi pensare con disinvoltura di diventare loro stessi la notizia. Perché, in fin dei conti, è questo quello che sta succedendo. Le valige di Floris dalla Rai dopo 12 anni, Giannini che lascia Repubblica, i due che da amici si trovano rivali, i ringraziamenti alle rispettive aziende, Giannini che è cresciuto televisivamente proprio a Ballarò, il rischio che si prendeva Floris ad andare a La 7, e chissà chi chiameranno alla prima puntata. Due mesi passati così, poi accendi la tv al debutto e ti ritrovi Benigni & Prodi da una parte e Crozza & Scalfari dall’altra. Ballarò ha totalizzato 2 milioni e 503mila telespettatori, diMartedì 755mila telespettatori ma I Cesaroni su Canale 5 3 milioni 951mila con uno share del 16,06. E questa tendenza, almeno nella settimana d’esordio dei talk, è stata una costante statistica. Lunedì, nella prima puntata della nuova stagione di Piazza Pulita, Corrado Formigli ha totalizzato 945 mila telespettatori, share del 4,59%. Surclassato da una replica del Commissario Montalbano, su Rai 1, che è stato visto da 5 milioni e 703mila persone, con uno share del 23,60%.

A far da sfondo a tutto questo, Lilli Gruber e una vicenda un po’ intricata. Dopo aver saltato le prime due puntate del suo Otto e Mezzo per “indisposizione”, Enrico Mentana, durante il Tg, ha annunciato che la conduttrice “non sta bene” e che non ci sarà per qualche settimana. A riempire il vuoto ci sarà proprio il direttore del Tg di La7, con il suo Faccia a Faccia. Fin qui tutto chiaro. Ma un “ben informato” lettore del Foglio, scrivendo una lettera al quotidiano di Giuliano Ferrara ha ventilato che la vera ragione delle defezioni della giornalista sarebbe un contrasto con Floris. "In  un colloquio avuto a caldo con l’editore avrebbe fatto pesare la forza dei suoi ascolti (viaggia sopra il 5%, mentre Floris, nella fascia quotidiana, non riesce a scavalcare il 2) e avrebbe anche paventato la possibilità di trasferirsi a Rai 3 il cui direttore, a quanto si dice, la corteggia da tempo". 

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